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Adriano Rossignoli era pronto per il Minerbe: la società non si iscriverà


Era pronto per tornare in pista Adriano Rossignoli, noto agli addetti ai lavori come il Ross. Nella prossima stagione 2014/15 avrebbe dovuto allenare il Minerbe, la realtà nero-verde del basso veronese che si apprestava festeggiare  il traguardo storico degli 80 anni di vita, ma purtroppo non sarà così.

Il Minerbe non si iscriverà al prossimo campionato e chiuderà i battenti: così un’altra società calcistica abbandona e il vuoto che lascerà, non sarà indifferente.

L’amarezza è tutta dalle parole del presidente Stefano Zulin:

“Purtroppo i debiti accumulati dalle gestione societarie precedenti erano diventati insostenibili: aggiungiamo la mancanza di aiuto da parte dell’amministrazione comunale e degli sponsor, complice anche la situazione economica, che hanno fatto il resto”.

Mister Rossignoli era stato fermato negli ultimi due anni dagli impegni di lavoro e dalla famiglia: ha iniziato nel Cerea allenando sia la realtà juniores sia la prima squadra (nel piccolo toro è stato anche direttore sportivo), poi ha guidato Bevilacqua e Union Aurora Cavalponica.

Nel rodigino ha guidato in Serie D gli juniores nazionali del Rovigo nella stagione 2010/11 e l’anno successivo nel campionato di Promozione, l’Union Azzurra Trecenta.

”Ho avuto la fortuna di giocare e allenare a Cerea e Casaleone, dove ho lasciato tanti ricordi e amici. A Rovigo ho assaggiato la soglia del professionismo e ricordo volentieri il mister della prima squadra Carmine Parlato, che quest’anno ha centrato la Lega Pro alla guida del Pordenone. Oltre a lui, cito il responsabile del settore tecnico David Sesa, che è stato pure nei professionisti, essendo ex Lecce, Napoli e nazionale svizzero. A Trecenta ho allenato, tra gli altri, giocatori noti anche nel veronese, come Guccione e Cestaro. Il mio rammarico è stato quello di essere anche capitato in alcune di queste società alla fine di un periodo economicamente negativo, con fallimenti a catena dove anche la gestione organizzativa era tutta sulle mie spalle”.

Nella scelta del Minerbe, non aveva per niente influito la categoria, nonostante la malinconica retrocessione in Terza, dopo la decisiva sfida ai rigori persa contro il Colognola ai Colli e spiega mister Rossignoli:

“La vicinanza a casa e una categoria che mi permetta di poter gestire lavoro/famiglia era per me una priorità e per fortuna avevo incontrato persone come Stefano Zulin, che aveva pure accettato questo compromesso a scapito della mia serietà ed esperienza calcistica. Si sa, l’ambizione per un allenatore è sempre importante, ma ritengo che qualsiasi sfida o categoria che sia, abbia aspetti e dinamiche che servono solo per migliorare. E’ un peccato secondo me, che ci sono mister sopravvalutati che allenano squadre importanti e viceversa altri, che nonostante il loro buon curriculum sono al palo e ai margini del calcio che conta”.

Un boccone amaro per Adriano Rossignoli, che dovrà ora rinunciare alla panchina del Minerbe 

 “Con grande umiltà, ero pronto per iniziare da un punto zero e passo dopo passo avremmo dovuto tutti fare la nostra parte e tutti con uno spirito di grande amicizia e consapevolezza dei propri pregi e limiti. Avevo visto il Minerbe per la prima volta nella gara dei play out vinta contro il Sanguinetto, ora che sparirà dal calcio, mi piange il cuore”.