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CAGLIARI / CHIEVO 0-1


Il Chievo conquista, al S.Elia di Cagliari, una vittoria che vuol dire salvezza, con una giornata d’anticipo, per i clivensi. Corini recupera gli squalificati e può schierare la difesa titolare con Sardo e Dramé sugli esterni e Dainelli e Cesar a presiedere il centro della difesa.  A centro campo sono Guana e Radovanovic a supportare Rigoni, mentre Hetemay opera alle spalle del duo Théréau, Paloschi. Parte deciso il Cagliari ma la difesa dei clivensi è molto attenta e, quando è superata, c’è uno straordinario Agazzi a impedire qualunque iniziativa degli isolani. Al quarto d’ora un problema muscolare costringe Sardo ad uscire per Frey. La partita è molto tesa con l’orecchio incollato alle radioline che avvertono, intorno alla mezzora, il vantaggio del Catania a Bologna che significa che, vincendo, i giocatori della diga sarebbero salvi. Al trentacinquesimo è ammonito capitan Rigoni che, diffidato, salterà l’ultima con l’Inter. Il tempo si chiude con il Chievo che modifica la propria condotta costringendo i sardi nella loro metà campo. La ripresa vende sempre i clivensi all’assalto ma, le conclusioni non impensieriscono particolarmente Avramov. Poco dopo la mezzora un angolo di Radovanovic è deviato imparabilmente da Dainelli complice anche un’uscita incerta del portiere. Corini richiama i propri giocatori alla massima attenzione viste anche le amnesie in cui sono caduti nelle ultime gare, quindi fa uscire Rigoni per Guarente e, verso la fine, Théréau lascia il posto a Rubin. Quando l’arbitro Doveri fischia la fine, si scatena la festa per i giocatori clivensi che, per il tredicesimo anno, avranno la possibilità di disputare il massimo campionato. Annata molto sofferta che ancora una volta Eugenio Corini è riuscito a raddrizzare, dopo il disastroso inizio di Sannino. Nella giornata miglior in campo Agazzi che, oltre a difendere la propria porta, si è preso una grande rivincita con la sua ex squadra con la quale non si era lasciato nel migliore dei modi. Il goal premia Dainelli che ha dimostrato come la sua assenza, all’inizio dell’anno, sia stata deleteria in molte occasioni.