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Chievo / Inter 2-0


Buona la prima. Il Chievo supera, con il più classico dei punteggi, l’Inter al debutto del campionato al Bentegodi. Il vecchio slogan che squadra che vince non si cambia spinge Rolly Maran a confermare la formazione che aveva vinto in Coppa Italia e che era quella dello scorso campionato più il “figliuol prodigo” Stefano Sorrentino a difesa della rete. L’Inter, del neo allenatore Frank De Boer, inizia in modo propositivo, anche se, dopo cinque minuti, un’entrataccia di Ranocchia, non sanzionata, rischia l’incolumità di Meggiorini. Al quarto d’ora prima Sorrentino poi la difesa riescono a salvare alcune situazioni particolarmente pericolose. Il Chievo aspetta i nerazzurri e scatta in veloci contropiedi impostati prevalentemente sulla destra dove Cacciatore è imprendibile. Al quarantesimo, Birsa apre per Castro che lancia in profondità Meggiorini che brucia Miranda ma, a tu per tu con il portiere, mette fuori a fil di palo. Stesse squadre nella ripresa che vede subito i clivensi in vantaggio. Un’altra incursione di Cacciatore è fermata, in un primo tempo, ma il terzino recupera palla e serve, a centro area, Birsa che, con un paio di finte, manda a prendere un caffe due difensori e quindi infila imparabilmente Handanovic. La reazione dell’Inter non si fa attendere e, un traversone di Nagatomo, mette in difficoltà Sorrentino che si salva con l’aiuto dei compagni. Nuova opportunità per Birsa ma Ranocchia s’immola salvando la propria rete. Al quarto d’ora, Castro è costretto a uscire, bloccato dai crampi, e, al suo posto, entra Rigoni. Nonostante i tre cambi effettuati dall’allenatore olandese l’inerzia della gara non cambia. Alla mezzora Maran richiama uno stremato Meggiorini per Pellissier e, sei minuti dopo, il Chievo chiede la contesa. Uno straordinario Inglese recupera palla a centro campo attacca la profondità, resistendo a più avversari, quindi appoggia a Birsa che, dai venticinque metri, ancora di destro che non è il suo piede, mette all’incrocio lasciando marmorizzato il portiere suo connazionale. C’è il tempo per vedere prima un intervento miracoloso di Sorrentino, che toglie letteralmente la palla dalla testa di Icardi, quindi la standing ovation per Birsa, sostituito dal giovane Parigini, poi, dopo cinque minuti di recupero, tutti sotto la curva a festeggiare questo straordinario e meritato successo.