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Chievo / Juventus 1-2


Non riesce al Chievo il tentativo di sgambetto alla Juve che passa al Bentegodi. Maran decide di partire con una difesa a cinque con Izco e Cacciatore, esterni, Dainelli, Spolli e Gozzi centrali. Solito centrocampo con Castro, Radovanovic e Hetemay mentre Birsa opera alle spalle di Floro Flores. Inizia la gara, con il Chievo in avanti che conquista subito un angolo, sulla battuta, Barzagli cade male ed è costretto a uscire con l’ambulanza che lo porta all’ospedale per la lussazione della spalla sinistra. Entra Bonucci, sono trascorsi due minuti! Su  palle inattive prima Spolli quindi Hernanes sfiorano la rete. Serpeggia un certo nervosismo e Dainelli e Gobbi finiscono sul taccuino dell’arbitro. Sfiora il vantaggio la Juve, con una grande giocata di Mandzukic, che salta Spolli, con una veronica, poi, però spara in curva. Il tempo si chiude con le ammonizioni di Alex Sandro e Radovanovic e i tiri fuori bersaglio degli avanti bianconeri. La ripresa vede subito l’ammonizione di Cuadrado e un Chievo più propositivo ma la Juve cresce e poco prima del decimo, imbeccato da Cuadrado, Mandzukic batte, con un fendente chirurgico, sul secondo palo, un incolpevole Sorrentino. Maran richiama Izco, riportando Cacciatore a destra, per Pellissier. Dopo un incredibile errore di Higuain che si fa murare da Dainelli, c’è la miracolosa parata di Buffon su Castro. Passa un minuto e Lichtsteiner mette giù, in area, Pellissier. Ammonizione per lo svizzero e rigore che il capitano trasforma con freddezza per la sua novantanovesima rete in serie A. Alla mezzora ingenuo fallo di Spolli su Pjanic proprio davanti alla lunetta che delimita l’area. La punizione dello stesso bosniaco non da scampo a Sorrentino. Maran cerca di ridare vitalità alla sua squadra richiamando Birsa e Floro Flores per De Guzman e Inglese ma è la Juve che sbaglia a ripetizione il gol della tranquillità. In pieno recupero miracolo di Sorrentino su una nuova punizione di Pjanic. Seconda sconfitta consecutiva per i clivensi che, dopo la sosta per la nazionale, devono riordinare le idee per riprendersi dopo cinque gare senza vittorie.