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Genoa / Hellas Verona 5-2


Terza sconfitta consecutiva dell’Hellas che subisce, l’ennesima pesante battuta d’arresto, a Marassi con il Genoa. Mandorlini torna all’amato 4-3-3 con Pisano, Marques, Moras e Agostini in difesa, conferma il centrocampo della gara con Torino mentre, in avanti, sono Gomez e Lazaros a supporto di Toni. Come troppe volte è già successo quest’anno, pronti via e il Genoa è già avanti di ben due reti. Al nono, il neo acquisto rossoblù, Bergdich beve facilmente Pisano, traversa al centro, dove Agostini batte imparabilmente Benussi, con la più classica delle autoreti. Passano tre minuti e, Iago Falque crossa da destra, per l'indisturbato Niang che anticipa una difesa immobile. L’Hellas non ci sta e si butta in avanti e, qualche minuto dopo, ci vuole un miracolo di Perin per fermare il tiro di Juanito, servito da Lazaros. Al ventesimo, su angolo del greco, Toni anticipa i difensori e infila a fil di palo.   Il Verona ci crede ma, alla mezzora, Niang salta, completamente dimenticato da Moras, e firma la sua doppietta personale. Poco dopo Moras chiede il cambio per un problema al piede al suo posto entra Sorensen.  Il tempo si chiude con il grifone avanti di due goal. La ripresa vede ancora i ragazzi di Mandorlini buttarsi in avanti e, poco, dopo al decimo, accorciano le distanze. Micidiale il contropiede impostato da Hallfredsson per Toni che, con una fucilata di sinistro, batte ancora Perin. I gialloblù non sono fortunati perché, subito dopo, ancora su assist di Hallfredsson, Gomez colpisce il palo, ma la palla beffardamente esce. Al ventesimo la difesa dorme e Bertolacci ha il tempo di fermarsi la palla entrare in area e battere Benussi sul palo lungo. Alla mezzora esce Hallfredsson per Ionita mentre poco dopo Juanito lascia il posto a Nico Lopez. Perin si erge baluardo insormontabile ai tiri non impossibili di Lazaros e Nico Lopez ma, al quarantesimo, un erroraccio di Sorensen permette a Perotti di calare il pokerissimo. La squadra ha giocato con il cuore ma la difesa globalmente è stata disastrosa. Il Genoa ha tirato cinque volte in porta e ha raccolto cinque reti mentre gli scaligeri nonostante il gran lavoro del centrocampo, in fase offensiva, e l’encomiabile e monumentale Luca Toni hanno dovuto accontentarsi di segnare due belle reti.  Oggi mancava Rafa Marquez ma gli errori sono collettivi e non solo dei singoli che, d’altra parte, ci hanno messo del loro per favorire gli attaccanti rossoblù.