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Hellas Verona / Avellino 3-1


Torna al successo l’Hellas Verona battendo, molto più nettamente di quanto dica il punteggio, l’Avellino al Bentegodi. Pecchia apporta due variazioni alla squadra sconfitta Benevento: Cherubin, al debutto, in difesa, per lo squalificato Caracciolo, e Gomez, al centro dell’attacco, per Ganz. Dopo un po’ di schermaglie, i gialloblù passano in vantaggio, poco dopo il decimo. S’invola sulla destra Romulo che, dal fondo, traversa verso il centro dell’area dove Bessa aggancia e tra una selva di gambe mette in rete grazie anche all’incertezza del portiere. Come il solito, una volta in vantaggio, l’Hellas cerca di gestire e di pungere, al termine di azioni molto elaborate ma tende anche a ripiegare e gli irpini alzano il loro baricentro. Al trentacinquesimo Belloni, dall’interno dell’area, batte a rete ma una deviazione di Fossati inganna irrimediabilmente Nicolas. Lo schiaffo subito risveglia gli scaligeri che, due minuti dopo, tornato avanti. Siligardi, dall’angolo, recapita un pallone fermo posta sulla testa di Pisano, completamente libero, e, il terzino goleador dello scorso campionato, deve solo spingerlo in rete. C’è l’ammonizione di Souprayen dopo che l’arbitro, aveva ammonito, dopo una serie incredibile di fallacci, solo due giocatori campani. Al quarantesimo show di Romulo che riceve palla, al limite, s’incunea in area ed effettua un tiro che, respinto dei difensori, ritorna sui suoi piedi, doppio dribbling e palla nel sacco. La ripresa vede subito protagonista Nicolas che evita, con un miracolo, la rete dei lupi irpini. Pecchia richiama un Luppi, non brillantissimo, per il giovane Zaccagni, anche lui alla prima partita dell’anno, quindi, prima della mezzora Gomez e Siligardi rispettivamente per Ganz e il debuttante Troianiello. Ganz ha subito due opportunità per arrotondare il punteggio ma, questa volta, il portiere è pronto e si salva. Termina quindi con la vittoria la seconda gara casalinga che ha messo in risalto il diverso tasso tecnico fra i gialloblù e gli avversari ma anche l’atavico difetto di subire almeno una rete fra le mura amiche, difetto in parte mitigato dalla facilità con la quale l’attacco segna, sette goal fatti e due subiti in queste due partite al Bentegodi. Martedì, a Ferrara, con la sorpresa Spal, la possibilità di confermare quanto di buono si è visto in questo inizio di campionato.