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Palermo / Hellas Verona 3-2


Come fedele specchio della disgraziata annata, l’Hellas Verona esce, immeritatamente, battuto, al Barbera con il Palermo. Delneri, per quella che potrebbe essere la sua ultima presenza sulla panchina gialloblù, conferma la medesima formazione che aveva battuto la Juve con l’unica eccezione di Pazzini al posto, dell’ormai pensionato, Luca Toni. In uno stadio gremito al massimo della capienza per la partita della vita per i rosanero, il Verona prende in mano le redini del gioco e sovrasta gli intimoriti avversari che, però, improvvisamente e inaspettatamente, poco prima della mezzora, passano in vantaggio. L’italo-argentino Vazquez inizia l’azione che poi conclude con un mancino che sorprende nettamente Gollini. Lo svantaggio non scoraggia i gialloblù che colpiscono per due volte, complici anche le incredibili deviazioni di Sorrentino, la traversa e il palo, prima con uno spettacolare pallonetto di Pazzini poi con Ionita, tutto solo davanti al portiere. A dieci dal riposo l’arbitro espelle Wszolek e Morganella con il veronese colpevole solo di aver subito la scriteriata reazione del terzino. La ripresa si apre con l’entrata di Romulo per l’infortunato Ionita e, proprio la vivacità dell’italo-brasiliano permette all’Hellas di pareggiare con un chirurgico tiro di Viviani, alla seconda rete consecutiva. Passano pochi minuti e, da una rimessa laterale, i centrali lasciano rimbalzare il pallone sul quale s’avventa Maresca che di testa batte Gollini. Alla mezzora Rispoli, scattato in fuori gioco, non rilevato dal collaboratore dell’arbitro, nonostante fosse proprio davanti a lui, traversa per Gilardino che anticipa tutti e chiude la partita. Negli ultimi minuti l’Hellas che mantiene il controllo del gioco, trova, con il terzino-bomber Pisano, su l’ennesima palla inattiva, la rete che mette in grande ansia il Palermo che, comunque, dopo sei minuti di recupero, trova la salvezza, nonostante i disastri causati dalle pazzie del proprio Presidente. Si chiude quindi l’anno horribils dell’Hellas che, anche in Sicilia, ha giocato, ha creato ma, alla fine, è rimasto, complice l’ennesimo torto arbitrale, con un pugno di mosche. Adesso, con il ormai chiacchieratissimo paracadute, l’augurio è che la società sappia trarne vantaggio e costruisca un progetto atto al ritorno immediato in quella serie che merita di annoverare l’Hellas Verona.