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Brutto scivolone dell'Hellas Verona al Bentegodi con il Lecce


Non si riscatta l’Hellas Verona che, dopo Salerno, subisce un’ulteriore sanguinosa sconfitta, al Bentegodi, con il Lecce. Grosso stupisce apportando numerose variazioni alla formazione che, immeritatamente, aveva perso all’Arechi. Perdurando l’assenza di Almici, Crescenzi trasloca ancora una volta a destra con il debutto, dal primo minuto, di Eguelfi, a sinistra, con Marrone che tiene a battesimo Empereur, per Caracciolo non al meglio della condizione. Colombatto e Dawidowicz, davanti alla difesa, Matos, Laribi e Lee alle spalle di Pazzini. Quindi cinque novità rispetto alla formazione iniziale della scorsa giornata. I gialloblù partono subito forte e, soprattutto sulla fascia destra, creano ripetuti pericoli alla squadra di Liverani. Già al quarto minuto, dopo due angoli consecutivi, Marrone di testa mette alto. Il Lecce aspetta e parte con rapidi contropiedi e, per fermare uno di questi, Lee è costretto al fallo tattico e al conseguente giallo. Al quarto d’ora Matos, che sta imperversando sulla sua fascia, porge una palla d’oro a Laribi ma il tiro è deviato miracolosamente dal portiere. Passano pochi minuti e, sempre Laribi, con un rigore in movimento, sfiora il palo. Prima della mezzora è Colombatto, sempre servito da Matos a non inquadrare la porta. Subito dopo anche Eguelfi finisce sul taccuino dell’arbitro per un intervento falloso nel cerchio di centrocampo e, proprio nella stessa zona, c’è l’episodio che condizionerà la partita. Matos scatta in contropiede e, proprio poco oltre la linea di metà campo, viene a contatto con un avversario. Per il modestissimo arbitro tutto regolare ma Ryder rimane a terra ed è costretto a uscire in barella. A bordo campo si rialza fa qualche passo quindi prende, fra gli applausi, la via degli spogliatoi, al suo posto entra Cissé. L’Hellas fa fatica a riorganizzarsi e, in pieno recupero capitola. Mancosu approfitta di una scivolata di Crescenzi per traversare, in area Eguelfi è trattenuto vistosamente, e La Mantia sbuca alle spalle di tutti e insacca. Anche in quest’occasione per l’ineffabile Massimi tutto regolare. Si va quindi al riposo sotto di una rete, con due ammoniti, con sette angoli a tre a favore, mentre il Lecce può rallegrarsi del risultato e del fatto che la tattica del fallo quasi sistematico non è presa nella giusta considerazione dal direttore di gara. La ripresa vede i gialloblù spingersi in avanti, anche se con minor vigore, mentre i salentini sono arroccati in difesa, anche con dieci uomini dietro la palla, ma prontissimi a ripartire con velocissimi contropiedi. Grosso richiama Lee per Zaccagni. Poco prima del venticinquesimo il Lecce raddoppia. Mancosu arriva poco fuori l’area di rigore e scaglia un missile terra aria che s’insacca alle spalle dell’incolpevole Silvestri. Immediata replica scaligera e il portiere ospite diventa Superman per deviare una botta di Crescenzi. Alla mezzora terza sostituzione fuori Eguelfi, che dopo uno splendido primo tempo è calato notevolmente, per Ragusa. L’Hellas adesso attacca con la forza della disperazione ma, la poca precisone, il trans-agonistico del portiere e alcuni episodi molto dubbi nell’area salentina non modificano il risultato pesante numericamente ma non del tutto meritato. Adesso la sosta permetterà a Grosso di riordinare le idee e valutare le condizioni di Matos certamente l’uomo in più di questa squadra che ha un bisogno enorme del suo gioco e della sua capacità di saltare l’uomo e di creare superiorità numerica.