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Sampdoria / Hellas Verona 2-0


La nefasta tradizione di Marassi si conferma e l’Hellas Verona esce sconfitta con la Sampdoria. Pecchia che deve rinunciare per infortunio ad Alex Ferrari, uno dei difensori più in forma, sposta Romulo, basso a destra, confermando la medesima difesa delle ultime gare. A centrocampo porta Aarons, a destra, con Buchel e Valoti, centrali, e Matos a sinistra mentre Pektovic opera alle spalle del rientrante Kean. La Samp, che fra le mura amiche, è un’autentica corazzata, parte subito a mille e la difesa scaligera, pur scricchiolando, si salva anche per le strepitose parate di Nicolas. Il monologo blucerchiato non trova la rete anche perché Vukovic, intorno al ventesimo, salva di testa sulla linea poi è sempre Nicolas il protagonista a sbarrare la strada agli uomini di Giampaolo. La ripresa vede quasi subito la Samp passare in vantaggio. Un traversone di Caprari trova Barreto tutto solo a centro area e il paraguaiano non ha difficoltà a mettere in rete.  Pecchia richiama Aarons per Verde che si rende subito pericolo con un traversone che attraversa tutto lo specchio della porta senza che nessuno riesca a intervenire. Dopo un gran tiro di Kean, deviato da Matos, però in fuori gioco, che scheggia il palo, entra, a venti dalla fine, Calvano per Petkovic. Negli ultimi minuti con la Samp sempre in pressione Valoti, ingenuamente, atterra un avversario, causando il rigore che Quagliarella trasforma, spiazzando Nicolas. Esce uno stralunato Buchel per Felicioli che, ai nove minuti di Udine ne aggiunge altri sei alle sue presenze in serie A. Fare punti con la Samp sapeva di utopia ma, purtroppo, la squadra non ha dimostrato quella determinazione che ci si poteva aspettare. Le troppe scommesse rendono sempre più difficile il cammino verso la salvezza, anche se rimangono ancora molte partite intanto, per il prossimo monday night, scontro a Roma contro una Lazio reduce da due brucianti sconfitte.  Pecchia, che ha reintegrato anche i cinque messi in castigo con la Roma, spera di recuperare Ferrari nell’attesa, che si fa sempre più lunga, di Alessio Cerci.