Anche nel giorno dell'addio a Pellissier il Var non sorride al ChievoVerona


Nel giorno dell’addio al calcio giocato, davanti al suo pubblico, di capitan Sergio Pellissier, il ChievoVerona pareggia a reti inviolate con la Samp, al Bentegodi, recriminando, ancora una volta, con il Var. Di Carlo decide per il 3-4-1-2 con Bani, Cesar e Barba, in difesa, Depaoli, Leris, Dioussé e Jaroszynski, a centrocampo, e Vignato dietro le due punte che sono Stepinski e Pellissier. Dopo un periodo di studio, con i clivensi più propositivi dei blucerchiati, al decimo il Chievo passa in vantaggio. Leris, riceve palla dalle retrovie, parte in velocità e salta, come birilli un paio d’avversari quindi, scavalca il portiere con un delicato scavetto. Festa grande in campo e sugli spalti ma, dopo un paio di minuti, la doccia scozzese del Var che segnala come il franco algerino aveva un piede in fuorigioco, quindi l’arbitro vanifica la prodezza del ventunenne. Dopo un tiro dalla distanza di Defrel, parato da Semper, poco dopo il ventesimo, nuova grossa opportunità per i ragazzi di Di Carlo. Pellissier è pronto a lanciare Depaoli che supera il portiere, in uscita, ma il pallone esce beffardamente sfiorando la base del secondo palo. Un minuto dopo è Stepinski che non riesce, sciaguratamente, a deviare, da due passi un invitante passaggio di Pellissier. Dopo un’ammonizione per Stepinski e un tiro di Quagliarella, sul quale s’immola Bani, al quarantesimo la svolta della partita. Barba, in modo scomposto, entra in scivolata su Defrel e l’arbitro estrae subito il rosso. Il ricorso al Var non modifica la decisione che sembra assolutamente sproporzionata rispetto all’intervento. Poco dopo un attentissimo Semper devia una fucilata di Gabbiadini mentre prima del fischio per il riposo c’è una bella azione impostata da Vignato per Pellissier che, per eccesso d’altruismo, cerca di restituire la palla al millenials invece di tirare vanificando quindi il tutto. Intanto Leris rimane a terra e, per problemi muscolari, è costretto ad abbandonare il campo al suo posto Hetemay. La ripresa vede subito la Samp pericolosa con un tiro, a colpo sicuro da dentro l’area, di Defrel ma, Semper, con una deviazione miracolosa, mette in angolo. Il Chievo, in inferiorità numerica, non spinge preferendo difendersi con ordine e senza affanni. Dopo l’ammonizione di Hetemay e una punizione di Quagliarella, dai venticinque metri, fuori di un soffio, al settantunesimo finisce la partita di Pellissier. Il capitano e Quagliarella si abbracciano a lungo, a centro campo, poi con entrambe le squadre schierate a onorarlo, Pellissier lascia per l’ultima volta il terreno di gioco del Bentegodi dopo aver vestito per 516 volte, in diciotto stagioni di cui diciassette in serie A, la maglia clivense con la quale ha messo a segno 139 reti di cui 112 nella massima serie. Al posto suo entra Pucciarelli. All’ottantesimo fuori Vignato e dentro Kiyine. Ci si avvia senza sussulti alla fine e, proprio sui titoli di coda, il ChievoVerona ha la grossissima occasione di passare. Dioussé arriva indisturbato fino al limite dell’area quindi scaglia un potente tiro che il portiere respinge senza trattenere sul pallone arriva Pucciarelli che cicca completamente l’impatto a due metri dalla porta. Al triplice fischio inizia la festa sotto la curva nord per i saluti e gli abbracci di giocatori e dirigenti al grande capitano che, con un filo di emozione ringrazia tutti, da Presidente, ai compagni e alla sua famiglia non dimenticando Giovanni Sartori, l’uomo che l’ha portato in riva all’Adige. Adesso per l’aostano di nascita ma veronese d’adozione si spalancano le porte di una nuova carriera in ruoli dirigenziali, sicuramente importanti, nel ChievoVerona.