Continua la maledizione di S. Siro, l’Hellas domina ma vince l’Inter poi c’è il dubbio sulla rete annullata a Faraoni


La maledizione dello stadio di S. Siro continua e l’Hellas pur disputando una buona gara esce sconfitto dall’Inter. Juric conferma per nove undicesimi la formazione che aveva perso con la Fiorentina con le uniche due variazioni nei difensori Ceccherini per Dawidowicz e Magnani per Gunter. Confermati tutti gli altri compreso Bessa alle spalle di Lasagna. Subito l’Inter dimostra come intende giocare la gara. Chiusi in difesa e lungo rilancio per i velocisti Lautaro e Lukaku. Dopo due minuti Lautaro sfugge, in velocità, a Ceccherini ma mette alto sull’uscita di Silvestri. I gialloblù non stanno a guardare e prima del decimo non centrano la porta con due conclusioni di Lazovic e Ceccherini, su azione d’angolo mentre, dall’altra parte Hakimi dal limite non inquadra la porta. Poco dopo il ventesimo clamorosa occasione per gli scaligeri. L’azione è simile a quella di inizio gara con la Fiorentina. Lazovic mette in profondità per Bessa che tira su Handanovic sulla ribattuta Dimarco cerca il palo lungo ma la palla esce di pochissimo e Barák in spaccata non arriva all’impatto per pochi centimetri. Poco prima della mezzora Ceccherini è ammonito per un fallo su Lautaro. L’ex Fiorentina era in diffida e salterà la gara con lo Spezia. Batte la punizione Eriksen ma la palla sorvola la traversa. Subito dopo lungo lancio per Lasagna che brucia il proprio difensore e mette indietro per Lazovic che, dal limite dell’area, svirgola la palla. Poco dopo il serbo restituisce il favore a Lasagna la cui girata di testa sorvola di poco la traversa. Al quarantesimo anche Magnani è ammonito. Si va al riposo a reti inviolate ma con un Hellas vivo che ribatte colpo su colpo ai nerazzurri. Al rientro in campo Juric lascia negli spogliatoi i due ammoniti per Dawidowicz e Gunter. Poco dopo su angolo di Dimarco, alla fine i corner saranno otto a tre per gli scaligeri, la deviazione di testa di Faraoni finisce sull’esterno della rete. Subito dopo l’azione si ripete e questa volta Faraoni calcia ma il suo tiro è ancora una volta deviato in angolo. Poco prima del ventesimo, azione personale di Lautaro con tiro deviato brillantemente da Silvestri in angolo con i piedi. Esce Taméze per Salcedo. Due minuti dopo spende l’ammonizione Barák per fermare Lukaku. Batte la punizione Hakimi che colpisce l’incrocio dei pali. Rispondono i gialloblù con un’iniziativa di Barák per Bessa la cui conclusione è deviata oltre il fondo. Juric richiama Dimarco, che ha esaurito la benzina, per Udogie. Alla mezzora, sempre su azione d’angolo, girata di testa di Barák e palla sopra la traversa. Un minuto dopo l’Inter passa in vantaggio. S’invola sulla destra Sanchez che appoggia Hakimi pronta apertura a sinistra per il liberissimo Darmian che, s’accentra e, fulmina Silvestri. Entra anche Colley per Bessa e, a otto minuti dal novantesimo il fattaccio. Un traversone di Barák è alzato da un difensore, la palla s’impenna, Handanovic non esce e Faraoni, di spalla, lo scavalca, per l’arbitro Abisso, che ritornava ad arbitrare l’Inter dopo due anni, decide di annullare per fallo sul portiere ma le immagini televisive dimostrano che la distanza fra i due capitani e minimo di mezzo metro e non c’è mai contatto. Una rapina con destrezza! Prima dei tre minuti di recupero sempre su traversone di Barák c’è il colpo di testa di Ilic alto. Al triplice fischio Juric si avvicina all’arbitro palermitano per chiedere spiegazioni ma, ormai, il furto è perpetuato. Un peccato perché gli scaligeri, alla quarta sconfitta consecutiva, non meritava di ritornare a casa con zero punti. Purtroppo il pallone è rotondo e anche questa volta le cose non sono andate bene. Sconfitta immeritata perché i gialloblù hanno giocato a un gran ritmo per gli oltre novanta minuti avendo un maggior possesso palla, un maggior numero di tiri e un maggior numero di angoli. Poi la spregiudicatezza, a S. Siro con l’Inter, l’Hellas ha finito con un 2000 (Colley), due 2001 (Ilic e Salcedo) e un 2002 (Udogie). Adesso Juric deve rimboccarsi le maniche e il 1° Maggio deve ristabilire le cose con lo Spezia dell’amico Italiano.