Due volte in vantaggio, l’Hellas si fa raggiungere dal Bologna.


 

Nel rispetto della tradizione che lo vede imbattuto da vent’anni al Bentegodi, il Bologna recupera due volte lo svantaggio e strappa il pari all’Hellas che, da 15 giornate non sa più vincere fra le mura amiche. Juric, anche se in panchina c’è Paro, schiera sette undicesimi della squadra sconfitta a Crotone. In difesa, confermati Ceccherini, portato a destra, e Günter, ritorna, dal primo minuto, Dimarco. A centrocampo Faraoni, torna titolare, con Barák, Ilić e Lazovic (foto), mentre dietro, al confermato Kalinic, operano Bessa e Zaccagni. Pronti via e i gialloblù passano in vantaggio. Proiezione offensiva di Dimarco che conquista un angolo che lui stesso va a battere, sulla parabola, verso il secondo palo, interviene Günter che appoggia a Faraoni che insacca da centro area. Al quinto, lancio di Faraoni per Kalinic che effettua una grande giocata mettendo giù un pallone difficile quindi cerca l’apertura per Bessa anticipato da un difensore. Subito dopo Pandur è protagonista di un ottimo intervento su conclusione di Palacio. Il portierino scaligero si ripete, poco dopo il decimo, con un intervento miracoloso con i piedi sulla conclusione di Sansone. Al quarto d’ora lancio di Dimarco per Faraoni che apre a Kalinic ma la difesa salva. Poco dopo su iniziativa di uno scatenato Zaccagni che, con un colpo di tacco lancia Kalinic, un difensore , per anticiparlo, appoggia indietro al portiere che tocca il pallone con le mani. Immediato il fischio dell’arbitro che decreta un calcio di punizione a due in l’area. Batte Zaccagni che centra in pieno la barriera. Al ventesimo Ceccherini tiene in campo un difficile pallone, sulla fascia destra, e appoggia a Kalinic, immediata apertura a Barák ma la difesa allontana. Poco dopo la mezzora il Bologna pareggia. Punizione dalla tre quarti, dalla linea di fondo campo Soriano mette in mezzo e De Silvestri, tutto solo, batte Pandur da pochi metri. Al quarantesimo, scaligeri non fortunati. Bell’azione sulla sinistra di Lazovic sul cui traversone c’è lo stacco imperioso di Kalinic che colpisce l’incrocio dei pali, ventiduesimo palo colpito dai gialloblù in stagione. Poco prima del riposo è ammonito Günter.  Squadre negli spogliatori in parità ma gli scaligeri, per l’intensità del gioco, avrebbero meritato il vantaggio. Stesse formazioni alla ripresa del gioco. Dopo quattro minuti Barák trattiene vistosamente Vignato ed è ammonito, essendo in diffida salterà Napoli.  Poco dopo Paro richiama il ceco per capitan Veloso che ritorna in campo dopo sei turni di assenza. Passano pochi minuti e l’Hellas torna in vantaggio. Recupera palla, all’altezza di metà campo, Zaccagni che lancia Lazovic, il cui traversone, dalla linea di fondo, trova in agguato, sul primo palo, Kalinic che anticipa il proprio difensore e il portiere. Seconda rete per i bomber croato. Il gioco è abbastanza equilibrato anche se non si segnalano azioni degne di nota. Poco prima della mezzora ammonito Kalinic per un fallo, al limite dell’area scaligera, in fase di ripiegamento. Alla mezzora doppia sostituzione Hellas fuori gli ammoniti Günter e Kalinic per Dawidowicz e Lasagna. Passano pochi minuti e i felsinei pareggiano. Dalla destra Skov Olsen traversa il pallone colpisce Dimarco e con questa deviazione il pallone assume una strana traiettoria che mette fuori tempo Dawidowicz e Palacio, ringrazia, e da pochi passi, infila Pandur. Al quarantesimo fuori Zaccagni e Bessa per Salcedo e Taméze. Nei quattro minuti di recupero non succede più niente e i gialloblù, per riassaporare la vittoria al Bentegodi, dovranno aspettare il prossimo campionato. Con quarantaquattro punti gli scaligeri dovrebbero aver salvato il decimo posto e la parte sinistra della classifica che era quanto Juric chiedeva ai suoi ragazzi. Però dopo lo straordinario girone d’andata un ritorno molto deficitario con 3 vittorie, una in casa con il Parma, e due in trasferta a Benevento e a Cagliari, 5 pareggi e ben 10 sconfitte. Domenica sera, a Napoli, cala il sipario su questo campionato, purtroppo ancora senza pubblico, con la speranza che Juric e la società trovino il dialogo per continuare quest’avventura che ha visto, per due campionati, l’Hellas giocare un calcio piacevole e ricco di soddisfazioni.