GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO: PROGETTO “ESCI DAI GIOCHI”


Il gioco d’azzardo patologico, con i suoi risvolti psicologici, familiari ed economici è un fenomeno sociale che sta mettendo in difficoltà un numero sempre maggiore di persone, sia i singoli portatori del disturbo, ma anche come relativi nuclei familiari. Il disturbo da gioco d’azzardo è una forma di dipendenza recentemente inserita nei livelli essenziali di assistenza che il Servizio Sanitario Nazionale garantisce. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo identifica come “una dipendenza comportamentale patologica”, ma allo stesso tempo lo reputa “una malattia prevenibile, curabile e guaribile”. Per contrastare tale fenomeno e ridurre l’impatto negativo della diffusione del gioco d’azzardo, in linea con le indicazioni regionali, il Dipartimento delle Dipendenze dell’Azienda ULSS 9 Scaligera ha attivato un piano di intervento basato su progetti specifici per quanto riguarda la prevenzione, la cura e la riabilitazione per le persone che presentano problematiche di disturbo. È stata altresì attivata un’equipe multidisciplinare coordinata tra i diversi Distretti aziendali e composta da figure professionali quali psicologi, psicoterapeuti, educatori, assistenti sociali e, quando si rende necessario, uno psichiatra. Il Progetto, chiamato “Esci dai giochi”, si pone l’obbiettivo di prevenire e curare la dipendenza da gioco d’azzardo, i cui dati appaiono configurarsi come allarmanti, tenendo conto che il numero di accessi ai servizi ambulatoriali per il trattamento risulta essere ben inferiore a quello dei giocatori problematici realmente stimato, di cui circa l’85-90% non si rivolge ai Servizi. Generalmente, infatti, ci si rivolge a un Servizio specialistico quando la situazione è già compromessa non solo a livello psicologico, relazionale e sociale, ma anche sul piano economico. Il progetto, variamente articolato, si sviluppa con azioni sinergiche e specifiche all’interno dei singoli Distretti, in funzione delle specificità territoriali e del background che si articolano con azioni specifiche nei diversi territori. Si prevedono azioni articolate e integrate fra loro all’interno di tre macro aree di intervento denominate Governance (“Sinergia Rete e Formazione”), Prevenzione (“Tra Gioco e Illusione”) e Cura (“Più Cura nella Cura”). Sono state messe in campo risorse per sensibilizzare le persone non dipendenti verso i possibili rischi di un assiduo comportamento legato al gioco d’azzardo e garantire maggiori tutele alle fasce più deboli. Sono stati individuati strumenti per favorire un contatto precoce con giocatori a rischio e facilitarne quindi l’accesso ai Servizi e sono state ampliate le offerte di cura e trattamento delle persone che già hanno sviluppato un comportamento problematico o patologico da gioco d’azzardo. Sono in via di definizione i calendari degli eventi che il Covid ha impedito di realizzare, tra cui la mostra “Azzardo: non chiamiamolo gioco” (con vignette e video) in biblioteche, scuole, Comuni e associazioni. Con i Medici di medicina generale è prevista un’azione informativa, con le Aziende sono programmati screening ai lavoratori e azioni di sensibilizzazione. Si sono messe in campo iniziative formative rivolte a diverse categorie professionali e ad Enti del pubblico e del privato sociale (Forze dell’Ordine, docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, assistenti sociali ed educatori). È stato prodotto e divulgato un opuscolo informativo sulla problematica, con la collaborazione di alcuni studenti dell’istituto Minghetti di Legnago. È stato attivato un numero telefonico dedicato a consulenze online.