Giovanni Colella è il nuovo allenatore del Legnago Salus


Il Legnago Salus affida le speranze salvezza a Giovanni Colella. A due giorni della sconfitta contro il Matelica che è costata la panchina a Massimo Bagatti, la società biancazzurra ha ufficializzato il cambio di guida tecnica.

Salernitano d'origine e classe '66, mister Colella ha allenato in diverse squadre sia a livello giovanile che tra i professionisti.  Ha guidato le formazioni Primavera dell'Hellas Verona e del Como, in quest'ultima anche la Prima Squadra. Nel suo curriculum ci sono anche Renate, Siena, Bassano Virtus e Vicenza; ha alenato anche all'estero sulla panchina del Fk Apolonia nel campionato albanese. 

La presentazione ufficiale di Giovanni Colella è avvenuta questo martedì e queste sono state le sue dichiarazioni: 

"Ho le idee abbastanza chiare e penso che in questo momento non ci sia il tempo per pensare a tante cose, perché il problema non è cosa fare, ma cosa fare nel tempo che hai a disposizione. Perché prendere una squadra a metà marzo non è come prenderla a dicembre o, a maggior ragione, a settembre. Il dottore arriva al capezzale del malato, che non inizierà a saltare la corda domani, probabilmente si rialzerà pian piano, comincerà a mangiare una minestrina, piano piano gli verrà fame e poi gli faremo mangiare la bistecca, questo è l’iter”. “Alla squadra – ha proseguito il mister – dirò che adesso bisogna fare poche cose, che bisogna farle con la massima determinazione e che qualunque cosa sia stata di alibi fino a questo momento va cancellata. Perché, in questo sport in particolare, ma nello sport in generale, e nella vita, gli alibi sono la cosa peggiore che possa capitare a una persona: quando ti crei degli alibi, sei già un uomo morto. Quindi, cancelliamo gli alibi, quando le cose vanno male ognuno ha la sua piccola responsabilità, io mi prenderò le mie e loro le loro, e cercheremo di venir fuori da questo momento. Credo nel lavoro durante la settimana, credo in quelli che mi guardano negli occhi, credo in quelli che sudano la maglia, ma non quella da dare ai tifosi, ma quella da portare dopo al magazziniere a lavare. Io credo in queste cose qua. Sono venuto qua sapendo di trovare persone di un certo tipo. Una squadra che non è all’altezza non fa i punti che ha fatto questa, e non è questione di un giocatore in più o un giocatore in meno. Io sono convinto che la squadra abbia le qualità per rialzarsi: lavorando seriamente, con determinazione, cancellando tutto quello che è stato e cercando di guardare al futuro anche con un po’ di ottimismo e di serenità. Che non vuol dire tranquillità, perché serenità è una cosa diversa: tranquilli non voglio nessuno, sereni tutti”.