I troppi errori gialloblù e un palo permettono al Cagliari di strappare un punto al Bentegodi


S’interrompe, dopo cinque partite, la striscia positiva di successi, al Bentegodi per l’Hellas che, dopo una serie incredibile di occasioni sprecate e un clamoroso palo di Dawidowicz (foto), lascia un punto a un Cagliari super ostruzionistico. Tudor apporta due sole varianti alla formazione che era scesa in campo a Marassi. Al centro della difesa ritorna Gunter mentre, a centrocampo, concede un turno di riposo allo straordinario Taméze delle ultime giornate, schierando Ilic e Veloso. Partenza, come al solito, a tutta degli scaligeri che, già al secondo minuto, creano una grande opportunità. Simeone, ex tarantolato, ruba palla sulla tre quarti e s’invola verso l’area ma, al momento di concludere, ciabatta il tiro che un difensore riesce a deviare. Passano poco più di tre minuti e, un perfetto traversone da destra di Faraoni è incredibilmente lisciato da Caprari, appostato sul secondo palo a un metro dalla porta. L’Hellas attacca prevalentemente sul lato destro dove si segnala un propositivo Dawidowicz che, poco prima del decimo, conquista un angolo che Caprari appoggia a Veloso il cui tiro finisce alto sopra la traversa. Poco dopo un’iniziativa di Caprari è conclusa con un violento tiro che, deviato da un difensore, finisce in angolo sfiorando l’autorete.  Poco dopo la mezzora c’è l’ammonizione di Gunter. Subito dopo una punizione di Veloso, dai 25 metri, è parata con un gran balzo dal portiere isolano. Si va al riposo a reti inviolate ma il gioco è rimasto quasi sempre in mano ai gialloblù che, sprecata la clamorosa occasione con Caprari non hanno, però, creato altre grosse opportunità. Al rientro delle squadre in campo c’è Casale per Ceccherini. Dopo pochi minuti violenta entrata di Simeone su Nandez. L’arbitro ammonisce il cholito ma, intanto, si scatena una rissa e Keità, Lazovic e Tudor finiscono sul taccuino del mediocre arbitro Marcenaro. Al decimo, incredibile occasione sciupata da Simeone, al termine di una ficcante azione, nella quale sono coinvolti Barak e Faraoni, che serve l’assist, ma il cholito, pur tirando abbastanza forte, centra in pieno il portiere in uscita. Passano due minuti e Radunovic, il portiere che sostituisce il titolare Cragno rimasto in Sardegna per assistere al parto della moglie, si esibisce in una miracolosa parata sul gran tiro a giro di Barak, servito da Dawidowicz. Un minuto dopo ancora Simeone, protagonista in negativo, salta il portiere in uscita, ma non trova la porta. Al venticinquesimo un colpo di testa di Dawidowicz, su azione d’angolo, colpisce la faccia interna della traversa e ritorna in campo. Poco dopo la mezzora Tudor richiama Simeone, che ha corso come un indemoniato ma questo lo ha reso meno lucido e cinico in fase conclusiva, per Lasagna, Ilic, discreta la sua prova, per Taméze e il professor Veloso per Bessa. Lasagna, il cui digiuno di reti si allunga sempre più, ha una grossa opportunità, al quarantesimo su assist di Faraoni, ma, ancora una volta, il portiere si esibisce in una straordinaria parata. In pieno recupero è ancora l’ex udinese ad avere l’opportunità di segnare ma il suo tiro incrociato di sinistro è deviato da un difensore e il pallone esce sfiorando il palo. Dopo quattro minuti l’arbitro che ha permesso, per tutto il secondo tempo, il gioco scandalosamente ostruzionistico degli isolani, fischia tre volte e manda tutti sotto la doccia. La grande supremazia degli scaligeri è evidenziata dagli undici angoli a uno. Il Verona, dopo il passo falso di Marassi, torna a muove la classifica arrivando, dopo 15 giornate, a quota venti e, per la prima volta dell’era Tudor, non segna. Domenica, dopo diciotto anni, si torna a giocare, in serie A, il derby con il Venezia a Sant’Elena. Allora i gialloblù, con Salvetti, sbancarono il “Penzo”.