Il calcio perde Mariolino Corso


Il calcio è in lutto. Se n'è andato a 78 anni Mario Corso, "Mariolino" per tutti gli addetti ai lavori. Appartiene alla categoria "nemo propheta" in patria, perché ha saputo farsi apprezzare soprattutto lontano da Verona. Corso è nato a San Michele Extra  nel 1941 e dopo aver giocato le giovanili nell'Azzurra Verona e nell'Audace, ha avuto la sua grande ascesa calcistica nell'Inter.

Il club nerazzurro gli ha regalato diverse gioie e proprio qui gli è stato dato l'appellativo "il piede sinistro di Dio" soprattutto per la sua abilità nei calci di punizione, dei veri e propri tiri a effetto che venivano definiti a "foglia morta". Corso è stato per tre volte candidato al pallone d'oro e il miglior piazzamento è stato il settimo posto nel 1964 e con l'Inter ha vinto quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Dopo aver appeso le scarpe al chiodo (militava nel Genoa), ha iniziato la carriera da allenatore togliendosi nuove soddisfazioni come lo scudetto con la Primavera del Napoli e la vittoria del campionato di C2 alla guida del Mantova.

La sua ultima apparizione da tecnico è stata nell'Hellas Verona in Serie A nella stagione 1991-92 quando insieme a Nils Liedholm subentrarono a Eugenio Fascetti, tuttavia la squadra non riuscì a evitare la retrocessione in Serie B.

La redazione sportiva di Radio Rcs porge le più sentite condoglianze a tutti i famigliari e amici di "Mariolino" Corso.