Il danese Rune conquista, alla grande, il Challanger 80 degli Internazionali di Verona


Confermando l’ottima impressione dei giorni scorsi, il diciottenne danese Holger Vitus Nodskov Rune ha trionfato, con una grande prestazione, nella finale del Challenger 80 che si è disputato all’AT Verona. Il ragazzo di Copenaghen, che dopo il successo nel Challenger 90 di San Marino, della scorsa settimana, era salito al 162° posto del ranking e, nel torneo veronese, era accreditato della 4° testa di serie, ha terminato la competizione senza perdere un set. In finale ha lasciato solo 6 games a un Nino Serdarusic che molto brillantemente si era comportato fino all’ultimo atto. In finale la speranza danese, oltre a servire molto bene, 5 ace, 77% di punti vinti con la prima e 55% con la seconda, ha ottenuto ben 26 punti in risposta. Degno avversario, di una bella finale che ha appassionato il grande pubblico che ha fatto da stupenda cornice sul centrale dell’AT Verona, il ventiquattrenne croato che, dopo essere stato nell’agosto 2018 n° 192 è scivolato, oggi, al n°304. Serdarusic, con i 4 della finale, termina la competizione con ben 30 ace, risultando il migliore del lotto. Parla francese invece la gara di doppio, infatti la coppia transalpina Doumbia/Reboul (3), dopo un match estremamente combattuto, ha avuto la meglio sulla coppia svizzero portoghese Margaroli/Oliveira (4) solo al match tie break con il punteggio finale 7-5 4-6 10-6. Il grande successo di pubblico e la spettacolarità dei vari incontri sono la miglior risposta allo sforzo organizzativo per l’iniziativa, voluta da VK Events nelle persone di Carlo Piccoli e Victor Galovic, di riportare, dopo oltre trent’anni, il grande tennis a Verona. Da ricordare come alla competizione agonistica sia stata abbinata anche l’iniziativa sociale per reperire fondi necessari alla partenza del progetto dell’Associazione Ippocampo APS, per sostenere e aiutare, attraverso il tennis, le persone colpite dai Disturbi dello Spettro Autistico.