L’Hellas al debutto pareggia con la Roma ma due traverse fermano i gialloblù.


Buon pareggio dell’Hellas Verona nel debutto, al Bentegodi, con la Roma americana del neo presidente Dan Friedkin. Ivan Juric, squalificato, manda in campo la formazione che, senza segreti, aveva annunciato nella conferenza stampa di ieri. Davanti a Silvestri giocano il debuttante ex romanista Çetin, Günter e Empereur. A centrocampo Faraoni, Danzi, Veloso e Dimarco mentre, dietro Di Carmine, unica punta, giocano Tupta e l’ex atalantino Taméze. Partono subito forte gli uomini di Fonseca e, già al secondo, dopo che Pedro era sfuggito a Empereur, il tiro di Diawara finisce in curva. Poco prima del decimo un lungo rilancio trova lo scatto di Veretout e Danzi è costretto a fermalo, con un fallo, al limite dell’area. Giallo per il veronese che ritrova il campo dopo i soli otto minuti dello scorso campionato a Parma. La punizione di Pellegrini è deviata in angolo da Silvestri. Poco prima del ventesimo Empereur alza bandiera bianca e, al suo posto, entra Lovato  , che lo scorso campionato aveva debuttato, nella ripresa, contro l’Atalanta al Bentegodi. Qualche minuto dopo una punizione di Dimarco per il gran tiro di Danzi a lato di pochissimo. Subito dopo Spinazzola, che sta imperversando sulla sua fascia, traversa al centro e la deviazione di Mkhitaryan sfiora il palo. Alla mezzora prima occasione d’oro per i gialloblù. S’invola sulla sinistra Dimarco sul cui traversone allontana di poco Cristante, la palla arriva a Tupta che, dal disco del rigore, appoggia a Mirante. Subito dopo velenosa punizione di Veretout e deviazione in angolo di Silvestri. Insistono i capitolini e Spinazzola, arrivato sul fondo, traversa ma, anche questa volta, la deviazione di Pedro esce di poco. Poco prima del quarantesimo coraggiosa uscita di Silvestri che respinge la conclusione di Mkhitaryan, scattato sul filo del fuorigioco. Al quarantacinquesimo occasionissima Hellas. Perfetto lancio per Faraoni che, entra in area ma, invece di tirare appoggia a Teméze che, forse sorpreso, calcia non violentemente e Mirante riesce a toccare il pallone che colpisce la faccia interna della traversa e torna in campo. Di Carmine interviene in gioco pericoloso su Mancini ed è ammonito. Nella ripresa Juric che, dalla tribuna stampa, guida come con joystick i suoi ragazzi, toglie un opaco Tupta per Zaccagni. L’Hellas parte meglio e subito dopo, con un bel contropiede, Di Carmine, lanciato da Lovato, impegna Mirante. Al decimo spettacolare galoppata di Faraoni. L’esterno destro parte dalla trequarti scarta tutti gli avversari che gli si presentano contro, compreso il portiere Mirante ma, dalla linea di fondo campo riesce solo a far attraversare alla palla tutto lo specchio della porta senza che nessun compagno ne sappia approfittare. Altra occasione d’oro per l’Hellas. Taméze traversa e Di Carmine, solo, gira di testa ma non trova la porta. Doppio cambio per i gialloblù escono Taméze e Günter per i debuttanti Barak, arrivato due giorni fa dall’Udinese, e Rüegg. Juric modifica la difesa posizionando Lovato, al centro, arretrando Faraoni a destra e spostando Çetin a sinistra, con Rüegg che prende il posto di Faraoni, sulla fascia. Dopo un tiro di Di Carmine che non impensierisce Mirante è Silvestri,  con una grande respinta, a mettere in angolo il tiro di Pellegrini. Poco dopo la mezzora quinto cambio scaligero esce un combattivo Di Carmine per il diciannovenne Ilić. Passano cinque e l’Hellas sfiora nuovamente il vantaggio. Grande conclusione, da fuori area di Dimarco che scavalca Mirante ma il pallone colpisce prima la traversa quindi il palo ed esce. Sulla ripartenza giallorossa super chiusura di un ottimo Lovato su Pedro. Al quarantesimo brivido. Spinazzola scarica un violento fendente che si stampa sulla traversa. Proprio al novantesimo in un’azione di ripiegamento s’infortuna Danzi e Juric, che non ha più cambi, lo manda a fare la prima punta. Dopo tre minuti di recupero il signor Chiffi manda tutti sotto la doccia. Un ottimo Verona, nelle condizioni abbastanza precarie in cui si trova, impone il pareggio alla Roma che conferma la tradizione favorevole al Bentegodi dove non perde da 24 anni (11 successi e 6 pareggi con quello di questa sera).