L’Hellas asfalta il Napoli 3-1 al Bentegodi


Un grandissimo Hellas asfalta il Napoli, al Bentegodi, recuperando dopo un avvio choc. Juric, che recupera Taméze, sceglie Dimarco come terzo difensore e riporta Lazovic sulla fascia mancina, confermando Barák (foto) e Zaccagni alle spalle di Kalinic. Pronti via e i partenopei sono in vantaggio. Sul lancio di Demme, Dimarco non riesce ad intervenire, il pallone gli passa in mezzo alle gambe liberando Lozano solo davanti a Silvestri e, per il messicano, è un gioco da ragazzi insaccare. Sono passati nove secondi dal fischio d’inizio. Il colpo potrebbe annientare chiunque e, per una ventina di minuti, il Napoli imperversa con i gialloblù che, nonostante le urla di Juric, faticano ad entrare in partita. Infatti alcuni errori, nelle diverse zone del campo, permettono agli attaccanti di Gattuso di rendersi pericolosi. Al decimo primo cenno di risveglio degli scaligeri con un’azione iniziata da Kalinic per Barák appoiggio per Zaccagni anticipato da Koulibaly. Subito dopo Demme è ammonito per aver fermato irregolarmente una ripartenza dei padroni di casa. Poco dopo il ventesimo bell’azione sulla fascia destra da Faraoni a Dawidowicz per Barák che serve, a rimorchio,  Ilíc il cui tiro è deviato in angolo. Al venticinquesimo un super Silvestri devia, d’istinto, un’improvvisa girata di Demme e, qualche momento dopo, i gialloblù vanno vicini al pareggio. Zaccagni scippa un pallone in uscita a Maksimovic e, appena dentro l’area, traversa ma, purtroppo, il passaggio è giusto a metà strada fra Kalinic e Barák e il Napoli si salva. È il preludio del pareggio che arriva dopo pochi minuti. Dimarco ferma un’azione partenopea e chiede l'uno due a Lazovic, quindi  appoggia a Zaccagni e si butta in avanti, Zac, cambia fronte di gioco e serve, sul vertice sinistro dell’area, Faraoni che, con una parabola meravigliosa, mette il pallone davanti a Dimarco che, di destro, batte Meret e riscatta il clamoroso errore iniziale. Corsa dell’ex Inter ad abbracciare Juric, Passano due minuti e l’Hellas potrebbe raddoppiare infatti ci vuole un autentico miracolo di Meret per deviare la botta, a colpo sicuro da pochi metri, di Lazovic servito da Zaccagni. Nel recupero un tiro di Faraoni è facile preda del portiere. Tornano in campo le stesse formazioni del primo tempo.  L’Hellas ha ormai innestato la quarta e gravita stabilmente nella metà campo partenopea e, dopo soli tre minuti Di Lorenzo è ammonito per un intervento in ritardo. Al decimo, Juric richiama un volonteroso Kalinic per Di Carmine e Dimarco per Magnani. Al quarto d’ora entrata scomposta di Magnani e giallo pesante per l’ex Sassuolo che, in diffida, salterà la trasferta di Roma. Passano due minuti e l’Hellas raddoppia. Sulla trequarti campo recupera palla Di Carmine sul quale è commesso fallo che l’arbitro, per il vantaggio, lascia correre, la palla arriva a Zaccagni che, superato un avversario serve con uno spettacolare colpo d’esterno Barák che controlla e incrocia sul secondo palo, nulla da fare per Meret. Gattuso provvede a tutte le sostituzioni mettendo in campo forze fresche ma sono sempre i gialloblù i più pericolosi. Dopo un contropiede iniziato da Di Carmine per Zaccagni con salvataggio dei difensori, poco prima della mezzora, brutto fallo di Koulibaly che è ammonito, batte la punizione Ilíc e la palla, perforata la barriera, esce di un’unghia, alla destra del portiere. Alla mezzora fuori Günter per Lovato. Passano tre minuti e l’Hellas metta il risultato in freezer. Perde palla Mertens sul contrasto di Zaccagni che lancia, in campo aperto, Di Carmine che, forse, si allarga un po' troppo, quindi, quando tira, è un po’ defilato, comunque Meret respinge lateralmente dove, intanto, arriva come un fulmine Lazovic che si gira e serve, sul secondo palo, Zaccagni che di testa insacca. Il ragazzo di Bellaria festeggia la rete sollevandosi la maglia per mostrare la maglietta con la scritta <<Auguri babbo>>. Purtroppo la dedica, così dolce, non è permessa e l’arbitro mostra il giallo al buon Zac. I gialloblù sono in completo controllo della partita e non corrono più rischi. Poco prima del quarantesimo Juric richiama, per la meritata standing ovation, Zaccagni per Bessa. Nei quattro minuti di recupero non succede più niente e Juric e i suoi straordinari ragazzi possono festeggiare i trenta punti, al giro di boa del campionato e, per la prima volta, quest’anno, il ribaltamento del risultato dopo una condizione di svantaggio. Domenica sera, all’Olimpico, inizia il girone di ritorno contro una Roma che, anche per ragioni interne, non sta attraversando un momento molto felice ma questo non deve, e assolutamente non dovrà, far abbassare la guardia all’indomita truppa dell’uomo di Spalato.