L'Hellas, in laguna, prima affonda poi riemerge e fa suo il derby con il Venezia


Con una prestazione tanto straordinaria quanto pirotecnica, l’Hellas prima rischia di affogare in laguna poi, con un secondo tempo da favola, riemerge e torna a sbancare Venezia dopo diciotto anni. Tudor, che all’ultimo momento si trova senza Gunter e Barak oltre al giovane Cancellieri e agli indisponibili storici Honglà, Kalinic e Frabotta, decide di spostare Dawidowicz, al centro della difesa, inserendo a destra Casale e confermando a sinistra Ceccherini. A centrocampo rientra Taméze con Faraoni, Veloso e Lazovic mentre Ilic affianca Caprari(foto) alle spalle di Simeone. Dopo un primo affondo di Henry, contenuto con difficoltà da Casale, i gialloblù si spingono in avanti e Lazovic, con un bel tiro a giro, testa la reattività di Romero. Al quarto Lazovic, dopo aver scambiato con Ceccherini, cerca il traversone ma il portiere è vigile. Poco dopo il Venezia è costretto a sostituire l’esterno d’attacco Okereke con Johnsen che con la sua nota velocità mette subito in affanno la difesa. Poco prima del decimo, Caprari si libera ma tira alto poi, in contropiede, lancia Simeone che è anticipato dal portiere in uscita. Sul capovolgimento di fronte gli arancioneroverdi passano in vantaggio. Sull’angolo di Aramu c’è la sponda del prestante Henry e il difensore Ceccheroni, da sottomisura, insacca. Lo svantaggio confonde le idee degli scaligeri che, sette minuti dopo, si lasciano sorprende da un contropiede di Johnsen che appoggia all’accorrente Crnigoj che, completamente libero, davanti a Montipò lo trafigge di destro. Al ventesimo tenta la riscossa Taméze ma il suo traversone è preda di Romero. Quattro minuti dopo incredibile errore di Aramu, davanti a Montipò ma, c’era fuorigioco.  Poco prima della mezzora clamoroso errore di Montipò che, su un lungo rilancio dalle retrovie lagunari, aspetta che il pallone entri in area e Henry lo beffa segnando una rete, degna della Gialappa. Tudor capisce che la difesa, come è sistemata, fa acqua da tutte le parti e toglie l’incerto Casale per Magnani, riportando sul centrodestra lo spaesato e fuoriruolo Dawidowicz. Al quarantesimo Hellas vicino alla riapertura del match. Fallo, al limite dell’area, sul polacco che si era spinto in avanti, batte, dalla sua mattonella, Veloso ma Romero si supera togliendo il pallone dall’incrocio emettendolo in angolo. Poco prima del riposo è ammonito Magnani. Stesse formazioni al ritorno in campo e, subito, Romero si ripete respingendo un gran tiro a giro di un super Caprari. Al settimo l’Hellas accorcia le distanze. Sull’angolo di Veloso, dopo un tocco di Dawidowicz c’è lo sfortunato intervento di Henry che beffa il proprio portiere. Al decimo esce Veloso per Lasagna e, subito dopo Caprari appoggia allo stesso ex udinese che si gira ma il suo sinistro finisce a lato. L’Hellas ci crede e si posizione stabilmente nella metà campo dei padroni di casa e, al ventesimo, accorcia ancora le distanze. Un colpo di testa di Faraoni è diretto all’incrocio dei pali ma, Ceccheroni, con un gran balzo, riesce, con un pugno, a deviarlo. Nessuna esitazione dell’arbitro che, dopo aver decretato il rigore, mostra il rosso al difensore. Passano due minuti prima che Caprari possa posizionare la palla sul dischetto e battere Romero, suo ex compagno nella Samp, che, pur avendo intuito la direzione, non può arrivare sul pallone calciato rasoterra e a fil di palo. L’allenatore veneziano provvede a tre sostituzioni ma, incredibilmente, due minuti dopo, l’Hellas pareggia. Il rinvio svirgolato di un difensore è recuperato da Faraoni che, di prima intenzione, lancia Simeone che, sull’uscita di Romero, lo batte con uno scavetto degno del miglior Totti. Alla mezzora i due allenatori provvedono alle ultime sostituzioni e Tudor richiama un discontinuo Ilic per Bessa. Al quarantesimo, apoteosi Hellas. Il cholito recupera palla sulla trequarti, s’invola poi, dai venticinque metri, scarica un missile che va a togliere le ragnatele dall’incrocio dei pali alla destra di Romero. Un minuto dopo lo stesso Simeone, per eccesso di generosità, commette un fallo a metà campo ed è ammonito. Nei quattro minuti di recupero, brivido per un tocco in area ma, l’arbitro, dopo il controllo del Var, fa proseguire la partita quindi fischia tre volte, cosa che manda i gialloblù, con ventitré punti, a festeggiare sotto lo spicchio della curva dove erano assiepati i soli 751 tifosi gialloblù ai quali la società lagunare ha concesso il permesso di entrare allo stadio. Dopo due partite senza vittorie e dopo tre senza reti di Simeone l’Hellas torna al successo, e lo fa per la prima volta nella stagione in trasferta, rimontando per la prima volta nella propria storia da un 0-3 e ripetendo quanto fatto, dieci anni fa, dal Milan di Allegri a Lecce. Il cholito, intanto, sale a undici reti ed è il secondo giocatore straniero che segna più di dieci reti con quattro squadre diversa. Domenica, alle 15, al Bentegodi gara durissima contro l’Atalanta di Gasperini, una delle formazioni più in forma del campionato.