Lo Spezia di Italiano sbanca il Bentegodi, contro il ChievoVerona, ma deve ringraziare l'arbitro Dionisi.


Brutta battuta d’arresto del ChievoVerona, al Bentegodi con lo Spezia dell’ex Italiano, grazie anche a sviste clamorose dell’arbitro Dionisi. Aglietti conferma la formazione che aveva pareggiato a Crotone con l’unica eccezione di Ceter, dal primo minuto, per Giaccherini. La prima azione, al quinto, di Dickmann sul cui traversone Djordjevic devia di testa, para senza problemi Scuffet. Al decimo, sul primo angolo, arriva in corsa Renzetti che svirgola il tiro che finisce in fallo laterale, dalla parte opposta. Al quarto d’ora, su punizione di Garritano il colpo di testa di Leverbe è facile preda del portiere. Si sveglia lo Spezia prima, con un tiro di Maggiore alto, quindi con Bartolomei che, dal limite, colpisce la parte esterna del palo, alla sinistra di Semper. Al ventesimo contropiede di Vignato per Garritano che conquista un angolo.  Alla mezzora ancora pericoloso lo Spezia con un violento tiro di Bartolomei che Semper ferma in due tempi. Prima del riposo traversone di Vignato, al volo Djordjevic e palla a lato. Primo tempo senza particolari emozioni anche se i clivensi hanno battuto cinque angoli contro nessuno dei liguri che però sono stati più pericolosi. Stesse formazioni alla ripresa del gioco. Subito un affondo di Center che, di forza, arriva sul fondo poi converge ma, invece di cercare un compagno, commette fallo. Risponde lo Spezia con un gran tiro di Marchizza che Semper devia in angolo. Bello scambio Vignato Garritano con palla fuori di pochissimo. Al quarto d’ora Chievo in vantaggio. Garritano lancia Vignato che, arrivato sul fondo, effettua un traversone teso sul quale arriva puntuale, sul secondo palo, Jacopo Segre che trafigge Scuffet. Italiano toglie il terzino Marchizza per l’attaccante Ragusa. Poco dopo il ventesimo, girata in area di Djordjevic con palla alta. Passano pochi minuti ed entra in scena il mediocre arbitro Dionisi dell’Aquila. L’azione è molto simile a quella che ha portato al vantaggio con Vignato, incontenibile, sulla fascia sinistra, passaggio in area a Djordjevic che vede il suo violento tiro fermato con il gomito da Terzi. Proteste veementi dell’ex laziale ma l’arbitro fa cenno di continuare. Due minuti dopo la frittata è fatta. Punizione dal lato sinistro del fronte d’attacco ligure. La palla spiove in area dove la tocca Galabinov che batte, da pochi passi, Semper. Le riprese televisive accertano che il bulgaro era in posizione di fuorigioco non rilevato né dall’arbitro né dal suo assistente Scarpa. Nel silenzio si sente urlare Aglietti per il plateale rigore non dato e l’ineffabile Dionisi gli mostra il cartellino rosso. Esce Ceter e al suo posto entra Esposito. Alla mezzora incursione dell’ex spallino Mora che, appena in area, nemmeno sfiorato dal piede di Rigione, vola a terra. Anche in questo caso le riprese televisive eloquenti. Per l’arbitro è rigore e Galabinov spiazza Semper, per la sua doppietta personale. Cesar Vinicio Cervo De Luca, il secondo di Aglietti, richiama Vignato e Obi per Giaccherini e Grubac.  Poco dopo Dickmann finisce sul taccuino dell’arbitro cosa che succede anche a Mora che, se ammonito per la plateale simulazione sul rigore, andrebbe anzitempo sotto la doccia. Al quarantesimo fuori Garritano per Morsay. Poi il clamoroso errore di Leverbe che, all’altezza del centrocampo, con tutta la squadra sbilanciata in avanti, si fa scippare la palla da un avversario che, fatti pochi passi, lancia Galabinov per il quale è un gioco da ragazzi trafiggere Semper e portarsi a casa il pallone per la tripletta. Nei cinque minuti di recupero non succede più niente e Italiano e i suoi ragazzi possono festeggiare, con cinquanta punti, il terzo posto, a una sola lunghezza dal Crotone, e cominciare a sperare. Per Aglietti, primo passo falso, e classifica ferma all’ottavo posto a quota quarantadue. Lunedì sera si ritorna in campo, sempre al Bentegodi, contro il Frosinone che, con la sconfitta interna con il Cittadella, è scivolato al quinto posto con quarantotto punti.