Lo Spezia ferma la corsa del ChievoVerona ai playoff


 

Si ferma all’Alberto Picco di Spezia il sogno del ChievoVerona di raggiungere la finale playoff. Per la gara di ritorno Alfredo Aglietti conferma la medesima formazione che aveva superato per 2-0 la squadra di Vincenzo Italiano. Le cose in Liguria si mettono immediatamente male per i clivensi che, come era successo al Bentegodi a parti invertite, dopo appena un minuto, vanno sotto di una rete. Partenza a mille dei padroni di casa che si riversano nella metà campo avversaria. Vitale cambia fronte d’attacco per Bartolomei sul cui traversone c’è il colpo di testa vincente di Galabinov, che anticipa Leverbe (foto), e batte Semper. La tensione gioca brutti scherzi e, in fase di rinvio, Rigione sbaglia clamorosamente consegnando il pallone a un avversario, fortunatamente Renzetti recupera. Al nono, ammonizione a Dickmann. Poco prima del ventesimo prima Center perde una palla, a centrocampo, favorendo la ripartenza di Vitale che appoggia a Matteo Ricci il cui tiro esce di poco, poi anche Maggiore, il cervello del centrocampo ligure, è ammonito. Il Chievo trova difficoltà enormi a ripartire mentre i padroni di casa stazionano stabilmente nella metà campo clivense. Alla mezzora, su traversone di Matteo Ricci bella girata di testa di Maggiore ma Semper para. Al quarantesimo riparte Obi che lancia Vignato, bella progressione, di Manuel che, al momento del tiro, è rimpallato. Subito dopo s’invola Ceter ma il suo traversone è troppo lungo per Djordjevic. Subito dopo ci vuole un autentico miracolo di Semper per impedire allo Spezia di raddoppiare. Galabinov, di testa, appoggia a Nzola che pare a velocità doppia rispetto ai difensori e si presenta solo davanti al portiere che lo ipnotizza e riesce a deviare in angolo un rigore in movimento. Subito dopo opportunità in contropiede per Djordjevic ma il suo lancio per Ceter è fuori misura. Si va al riposo sotto di una rete ma, finora, una sola squadra in campo: lo Spezia. Aglietti decide, alla ripresa del gioco, di giocarsi la carta Garritano per Esposito, ma, al terzo, ancora un’opportunità per i padroni di casa con una violenta rasoiata di Bartolomei che esce proprio a fil di palo. Sulla ripartenza Ceter, al limite dell’area preferisce il tiro ribattuto, a una possibile apertura a Vignato abbastanza libero. Al quinto le speranze clivensi crollano. Vitale, dominatore assoluto della fascia sinistra, mette in profondità per Maggiore che scarica un gran tiro che batte sul palo e s’insacca. Passano tre minuti e gli aquilotti liguri metto il risultato in freezer. Nzola, sulla tre quarti campo, irride Rigione e parte velocissimo verso l’area e, questa volta, sull’uscita di Semper lo scavalca con un bel colpo sotto. Cinque minuti dopo bel pallone in mezzo per Rigione che svirgola il tiro. Subito dopo ammonizione per Segre e Aglietti richiama sia lui che Vignato che, uscendo al minuto 14,  hanno giocato gli ultimi 59 minuti con la maglia clivense. Al loro posto Zuelli e Morsay. Perso per perso il Chievo si butta in avanti e, alla mezzora, su invitante traversone di Renzetti, c’è il colpo di testa di Dickmann a lato. Subito dopo Aglietti provvede alle ultime sostituzioni fuori Djordjevic per Grubac e Obi per Ongenda. Dall’altra parte Italiano mette in campo tutti gli ex Hellas della sua rosa quindi, oltre a Vitale in campo dall’inizio, Di Gaudio e Ragusa. A dieci dal novantesimo, con una grande percussione,  Dickmann conquista un angolo. Vengono accordati sei minuti di recupero e, al secondo, su un tocco di braccio di Mora, l’arbitro  decreta il rigore che il Var conferma. Va sul dischetto Leverbe che spiazza Scuffet per la rete della bandiera che non è sufficiente a mandare in finale il Chievo. La partita termina con il meritato successo dei liguri che, nonostante il vantaggio, non hanno mai corso seri pericoli anche perché  i giocatori del Chievo non hanno mai, escluso il rigore, tirato nello specchio della porta. Non riesce quindi ad Alfredo Aglietti, considerato, un mago dei payoff, il miracolo che lo scorso anno lo vide portare al successo l’Hellas. Il ChievoVerona esce quindi di scena dopo un campionato che lo ha visto buon protagonista con le squadre che lo hanno preceduto in classifica, escluso lo Spezia, e infelice interprete delle gare con le squadre di bassa classifica alle quali, soprattutto quelle retrocesse, ha concesso una marea di punti. Quindi il Chievo, dopo un ventennio disputerà, per il secondo anno consecutivo, il campionato di Serie B.