Nel derby della lirica il do di petto è dell'Hellas Verona che batte il Parma.


Torna al successo l’Hellas Verona battendo, al termine di una gara ricca di continui colpi di scena, il Parma al Bentegodi, nel derby della lirica con l'Arena che trionfa sul Teatro Regio. Juric, che squalificato ha dovuto lasciare la panchina al suo secondo Matteo Paro, apporta diversi correttivi alla formazione che aveva pareggiato a Sassuolo. Fermo Kumbulla, per squalifica, torna, a sinistra dopo lunga assenza, Dawidowicz. A centrocampo, con i confermatissimi Amrabat e Veloso, torna, dopo la squalifica Faraoni, a destra mentre, a sinistra debutta, dal primo minuto Dimarco, con un po’ di riposo per il fenomenale Lazovic, finora sempre presente. In avanti, alle spalle di bomber Di Carmine, la scelta è caduta su  Verre e Borini. Dopo cinque minuti l’arbitro Valeri mostra il giallo a Barillà mentre, due minuti dopo, Di Carmine cerca di tenere in campo un pallone, sulla linea di fondo campo, quindi appoggia indietro per Dimarco che scarica un violento sinistro che batte Sepe ma, è tutto fermo perché il collaboratore dell’arbitro, segnala che la palla era uscita sul fondo. Al decimo lungo lancio per Di Carmine che scavalca il portiere con la palla che esce sul fondo ma, anche in quest’ occasione, il gioco era fermo. Passano due minuti e i ducali vanno in vantaggio. La stella Kulusevski si beve in un fazzoletto Amrabat e Rrahmani e batte, sul secondo palo Silvestri. Prima del cooling break ammonizioni per Iacoponi e Hernani. Alla ripresa del gioco bell’azione avviata da Amrabat per Faraoni sul cui traversone c’è il colpo di testa di Rrahmani deviato in angolo. Batte Dimarco che trova ancora Rrahmani che però non inquadra la porta. Al quarantesimo pericoloso contropiede parmense con Kulusevski che salta Dawidowicz ma poi sbaglia mandando in curva. Un minuto dopo gli scaligeri non sono fortunati. Sull’ennesimo angolo di Dimarco il colpo di testa, sempre di Rrahmani, colpisce in pieno la traversa. Nei due minuti di recupero sempre il cosovaro protagonista, un suo tiro, respinto con il braccio da Bruno Alves, gli carambola addosso è l’arbitro opta per un suo intervento falloso. Nell’ultimo minuto di recupero Bruno Alves entra, un po’ fuori tempo, da dietro su Di Carmine e Valeri, molto vicino, non ha esitazione a decretare il rigore. S’incarica di batterlo lo stesso Di Carmine che, prima di calciare, si ferma e guarda l’arbitro in quando alcuni giocatori parmensi erano ormai arrivati alla sua altezza. Nuovo fischio e questa volta il violento tiro batte imparabilmente Sepe. Si va al riposo con il risultato di parità ma, finora non è stata una bella partita, complice anche il caldo umido che grava sul Bentegodi. Alla ripresa del gioco tre cambi per l’Hellas. Fuori Dawidowcz per Empereur, Dimarco per Lazovic e Di Carmine per Zaccagni. Due cambi anche per il Parma entrano il funambolico ivoriano Gervinho e l’ex spallino Kurtic. Gli scaligeri hanno un piglio diverso e, all’ottavo, passano in vantaggio. Zaccagni si destreggia molto bene al limite destro dell’area poi converge verso il centro e lascia partire un fendente che s’insacca nell’angolino opposto rendendo vano il tuffo di Sepe. Al decimo, ammonizione per Empereur. Al quarto d’ora bell’azione di Faraoni che poi mette a lato. Poco prima del ventesimo arriva il pareggio. Violento tiro di Kulusevski e respinta, non proprio perfetta, di Silvestri, tap in vincente del difensore Gagliolo. Subito dopo Paro richiama Borini per Pessina (foto). Passano due minuti e una bella girata di Verre è respinta da Sepe con Faraoni in ritardo. Riparte il Parma e sempre Kulusevski protagonista. Il ventenne svedese supera un avversario poi, ostacolato da Rrahmani, pur da buona posizione, mette a lato. A dieci minuti dal novantesimo l’Hellas, al termine di uno spettacolare contropiede, ritorna in vantaggio. Un lungo rilancio di Amrabat è conteso da Karamoh e Verre che s’invola verso l’area quindi, con un bel pallonetto, scavalca Iacoponi e serve il liberissimo Pessina che fa rimbalzare due volte la palla poi, con un violento sinistro, fulmina Sepe.  Esce, fra gli applausi dei compagni, Verre per Badu, mentre nel Parma entra l’ex Luca Siligardi. Nel recupero è ammonito il match winner Pessina che, diffidato, salterà la trasferta di Brescia. Con quarantadue punti la salvezza è raggiunta e ora, come ha sempre detto Juric, tutto ciò che arriva, è oro colato ma, per gli sportivi veronesi sognare l’Europa non è più un miraggio. Il risultato premia i gialloblù che hanno sentito e accusato le fatiche della trasferta con il Sassuolo perché, pur avendo un certo predominio del campo, non si sono espressi ai ritmi e con l’intensità che ci hanno abituati.