Non basta un grande secondo tempo all'Hellas Verona per battere l'Udinese.


Il grande secondo tempo dell’Hellas Verona non è sufficiente a perforare la granitica difesa dell’Udinese che strappa il pareggio al Bentegodi. Juric conferma per nove undicesimi la formazione che, pur sconfitta, tanto bene aveva impressionato con la Juve. Lo squalificato Kubulla è sostituito dal rientrante Dawidowicz mentre Pessina è preferito a Verre, alle spalle del confermato Di Carmine. Passano solo quattro minuti e c’è un violento scontro, testa contro testa, fra Di Carmine ed Ekong. Il gioco rimane fermo per oltre tre minuti dopo di che Di Carmine, va a bordo campo, per un altro paio di minuti, quindi rientra con una vistosa fasciatura in testa. La prima palla giocata, al rientro in campo, è un assist per Faraoni che, dopo aver superato un avversario, si attarda troppo e perde la bella opportunità. Si fa vedere l’Udinese con un colpo di testa di Barak, su servizio di Fofana, ma Silvestri para sicuro. Al quarto d’ora due episodi che vedono, sfortunato protagonista, Di Carmine. Prima, proprio nel cerchio di centrocampo c'è una vistosa trattenuta di un difensore ma il mediocre arbitro Chiffi di Padova, lasci andare quindi, in un altro contrasto perde la fasciatura ed è costretto ad andare ancora una volta a bordo campo per un nuovo bendaggio. Dopo un altro innocuo tiro di Barak che non impensierisce Silvestri, c’è un pericoloso colpo di testa di Rrahmani, su azione d’angolo, con la palla che esce di poco. Alla mezzora Juric preferisce non rischiare Di Carmine e lo sostituisce con Stepinski. Subito dopo una percussione di Zaccagni è fermata in modo molto sospetto in area ma, anche in questo caso, l’arbitro lascia correre nonostante le vibranti proteste del giocatore romagnolo. Al quarantesimo incredibile errore di Lasagna che, su azione da calcio d’angolo, si gira, nell’area piccola ma mette alto. In pieno recupero brivido per un dribbling rischiosissimo di Silvestri sullo stesso attaccante, fortunatamente il portiere ha la meglio. Il tempo si chiude con un Verona meno aggressivo del solito e con diversi giocatori che sembrano risentire delle fatiche dell’ultima gara. La ripresa, dopo due errori, piuttosto pericolosi, di Veloso e Lazovic che hanno procurato solo calci d’angolo, la squadra sembra risvegliarsi. La difesa imperniata su un ritrovato Dawidowicz non accusa il minimo tremore e, anzi, tutti si adoperano nello spingere in avanti. Juric richiama Zaccagni, meno dirompente del solito e piuttosto nervoso dopo la mancata concessione del rigore, per Verre. I gialloblù cominciano a crescere di ritmo e attaccano in continuazione, prevalentemente su quella destra, dove Faraoni imperversa. Un suo cross trova la girata di Verre che non spaventa il portiere, quindi, sempre l'esterno, al termine di un bello slalom, si allunga un po’ troppo la palla favorendo l’uscita di Musso. Alla mezzora il vantaggio sembra cosa fatta. Un incontenibile Amrabat vola sulla fascia quindi, dal fondo, calibra un delizioso traversone sul quale si avventa Stepinski il cui colpo di testa è sventato miracolosamente dal portiere con l’aiuto della traversa con il pallone che ritorna in campo. Passano cinque minuti e, al termine di una stupenda azione di Rrahmani, Verre calcia a botta sicura ma il pallone esce di pochi centimetri. Juric vuole forze fresche e richiama Lazovic per il debutto stagionale di Vitale. Gli ultimi minuti sono un autentico assedio con i gialloblù che, sospinti dal ritrovato e stupendo tifo dei propri sostenitori, non riescono a sfondare il munito fortino friulano mentre fioccano, in continuazione, i cartellini gialli per gli udinesi. Partita dai due volti con un primo tempo d’attesa per i gialloblù che hanno dimostrato, però, scarsa attitudine a questo tipo di situazione mentre nel secondo tempo, pur con diversi errori, soprattutto nei passaggi, si è rivista la squadra dinamica e aggressiva delle prime giornate. Un punto muove la classifica dopo due immeritate sconfitte e adesso l’insidiosa trasferta di Cagliari per un quasi derby visti i numerosi ex clivensi presenti fra gli isolani a cominciare  dall’allenatore Maran.