Non bastano due reti di vantaggio al Chievo per uscire indenne da Frosinone ma l’arbitraggio è stato determinante


Il Chievo, dopo aver assaporato per quaranta minuti, allo Stirpe di Frosinone, il profumo del successo, grazie anche alle clamorose sviste dell’arbitro Giacomelli e del suo assistente Fiore, vede svanire una vittoria che avrebbe largamente meritato. Aglietti si trova a fronteggiare molte defezioni dei suoi titolari, virtualmente una per ogni reparto. Oltre al portiere Semper, sostituito, come nell’ultima giornata, da Seculin, il difensore Renzetti, per il quale c’è Cotali, il centrocampista Obi, con Viviani al suo posto, e infine il punteros Fabbro con Margiotta in campo dal primo minuto. Oltre ai lungodegenti Giaccherini, che però è in panchina, Di Noia e Ciciretti. Partono subito forte i ciociari ma Leverbe fa buona guardia. Dopo sei minuti, la prima bella azione dei clivensi. La inizia Palmiero che mette in moto Canotto il cui servizio all’indietro per Viviani vede l’ex bresciano calciare alto. Poco dopo il quarto d’ora di assoluto dominio dei ragazzi di Aglietti, arriva il vantaggio. Palla in profondità per Canotto che salta il difensore e, sull’uscita di Bardi, calcia sul palo lungo. Palla sul palo e poi in fondo al sacco. Al venticinquesimo c’è un batti e ribatti in area frusinate, ma nessuno trova il colpo decisivo. Poco prima della mezzora bell’apertura di Margiotta per Djordjevic che, con un tiro a giro di sinistro, sfiora la base del palo. Dopo una girata alta di Canotto, su punizione di Palmiero, al trentunesimo, arriva il raddoppio. Mogos avanza e serve Garritano che con una colombella mette il pallone all’incrocio dei pali dove Bardi non può arrivare. Margiotta tocca il pallone ma dopo che questo era già entrato. Passano cinque minuti e Mogos, servito da Djordjevic, calcia dalla distanza con il pallone che sorvola di poco la traversa.  Al quarantesimo il fattaccio. Palla in profondità per Ciano che anticipa l’uscita di Seculin e insacca dimezzando le distanze. Le violentissime proteste dei clivensi costano il giallo ad Aglietti. Le proteste vogliono evidenziare che, sulla palla in profondità, c’è il tocco netto di Novakovic che, a questo punto, mette Ciano fuori gioco. L’arbitro non era nella posizione migliore per giudicare e si è fidato del proprio collaboratore Fiore che, pur non avendo ostacoli davanti, non si  è accorto del tocco. Le riprese televisive, purtroppo in B il Var non c’è, confermano la topica della coppia arbitrale. Si riprende a giocare e il Chievo sciupa la più clamorosa delle occasioni. Palmiero dal fondo appoggia a Margiotta, lasciato libero, all’altezza dell’area piccola, ma, l’ex Lucerna, mette incredibilmente alto. Si va al riposo con il minimo vantaggio ma con l’assoluto dominio del campo e, senza la topica arbitrale il doppio vantaggio sarebbe stato perfetto. Stesse formazioni nella ripresa. Al settimo, Garritano fa una perfetta diagonale e salva in corner. Sull’angolo, c’è la respinta di Seculin, forse troppo centrale, per cui Novakovic, lasciato solo, riesce a pareggiare.  Il pareggio disorienta i clivensi che, un minuto dopo, devono ringraziare il proprio portiere che compie un autentico miracolo neutralizzando l’incursione di Ciano da pochi passi. Al ventesimo Aglietti richiama un discreto Margiotta, ma l’errore pesa come un macigno, per De Luca. Gli angoli per il Chievo si susseguono, alla fine saranno 9 a 3, e, ogni volta, si creano situazioni favorevoli che, purtroppo, non vengono sfruttate. Prima della mezzora Leverbe e Djordjevic sfiorano, con pericolosi colpi di testa, la traversa. Alla mezzora la seconda decisione anti Chievo dell’arbitro. Palla in profondità per Canotto. Bardi esce, tocca il pallone, ma travolge alzando le braccia, l’esterno clivense. Anche in questa occasione le proteste sono vane. Passano tre minuti e i ciociari, incredibilmente, passano in vantaggio. Palla in profondità per Ciano che riesce ad appoggiare a Novakovic che si gira e fulmina Seculin. Aglietti tenta il tutto per tutto. Prima richiama Garritano e Viviani per Giaccherini e Bertagnoli quindi anche Cotali per Grubac. Dopo un colpo di testa, anche questo alto, di Mogos, in pieno recupero De Luca vede, sulla sua conclusione, immolarsi il difensore Salvi. Al triplice fischio grande rammarico per i clivensi che escono sconfitti in una partita dove già il pareggio sarebbe stato beffardo. Venerdì sera, in anticipo, si ritorna al Bentegodi con la Reggina per la pronta riscossa.