Pareggio di Meggiorini ma per il ChievoVerona è il festival delle occasioni mancate


Con un buon secondo tempo il ChievoVerona strappa un meritato pareggio al Castellani di Empoli. Marcolini, che recupera delle squalifiche Dickmann e Vaisanen, ma perde per problemi fisici Giaccherini, Vignato e Di Noia, decide di confermare Leverbe e Cesar, centrali,  con a destra Dickmann e a sinistra Frey. A centrocampo Esposito, Obi e Segre con Garritano alle spalle del duo Djordjevic Meggiorini (foto). Dopo alcune schermaglie, il Chievo si fa vedere in avanti con Dickmann che calcia di sinistro dopo un’azione iniziata da Segre. Subito dopo i padroni di casa vanno vicini al vantaggio. L’ex Hellas Henderson mette in mezzo, pasticcio di Cesar con Semper, e Lamantia, di schiena cerca di spingere il pallone in porta ma, sulla linea, salva Frey. Al decimo bella ripartenza di Meggiorini fermato per un fuorigioco inesistente. Al quarto d’ora l’altro ex Hellas Tutino tira improvvisamente e Semper, in qualche modo, respinge. Poi l’arbitro Aureliano di Bologna, nella speranza di evitare il possibile nervosismo anche per le condizioni del terreno molto scivoloso, vista la pioggia incessante, comincia la lunga litania delle ammonizioni che, alla fine saranno dieci, cinque per parte, oltre all’espulsione dell’allenatore di casa. I primi a finire sul suo taccuino sono nell’ordine Obi, Antonelli e Cesar. Al ventitreesimo i toscani passano in vantaggio. A centrocampo Segre si fa scippare la palla da Frattesi che, dopo un affondo di una ventina di metri, appoggia a Tutino che, in area, beffa Cesar, e fulmina Semper. Risponde subito il Chievo con Dickeman che, ancora di sinistro, sfiora la base del palo. E’ la volta quindi di Maietta, l’indimenticabile capitano dell’Hellas, e di Frattesi a essere ammoniti. Dopo una punizione di Esposito, da buona posizione, troppo alta, c’è un tiro a giro di Garritano che sfiora l’incrocio dei pali. A due minuti dal riposo su un lungo traversone di Esposito esce male il portiere empolese e Segre può battere a colpo sicuro ma Romagnoli salva sulla linea. Nel minuto di recupero anche Frey è ammonito. La ripresa inizia con gli stessi protagonisti del primo tempo e, dopo soli quattro minuti, il ChievoVerona raggiunge il pareggio. Bellissima azione sulla fascia sinistra iniziata da Garritano, proseguita da Segre che allunga a Djordjevic che, dal fondo, effettua un traversone teso verso il secondo palo dove Meggiorini di testa insacca. Passano due minuti e i clivensi sfiorano incredibilmente il raddoppio. Punizione di Esposito, sempre verso il secondo palo dove Segre e Djordjevic, soli e a porta vuota, non riescono a intervenire. Poco dopo il cinquantesimo tempestiva uscita in tuffo di Semper che sradica il pallone dai piedi di Tutino. Dopo una punizione, ancora alta di Esposito anche Garritano è ammonito. Al settantesimo esce Djordjevic per Ceter. Qualche minuto dopo Marcolini richiama Obi e fa debuttare il franco congolese Ongenda, arrivato da pochi giorni alla corte del Presidente Campedelli. Dopo l’espulsione di Muzzi, allenatore dei toscani, e l’ammonizione del terzino Sierralta c’è la più clamorosa delle occasioni per i clivensi. Dickemann lancia Ceter che, dopo aver protetto la palla, s’invola di forza verso il fondo campo quindi appoggia indietro all’accorrente Ongenda che solissimo, dal disco del rigore, mette incredibilmente alto. Dopo le ammonizioni di Ricci e Leverbe, nei sei minuti di recupero, le emozioni più forti della gara. Prima c’è un angolo battuto da Esposito con girata di testa di Meggiorini con la palla sull’esterno della rete che da l’impressione del goal quindi, un improvviso tiro di Lamantia, deviato da un difensore, colpisce la base del palo e, proprio all’ultimo respiro, da un’azione impostata da Garritano per Ongenda, la palla arriva a Segre la cui girata esce accarezzando il palo alla destra del portiere. Triplice fischio e tutti sotto la doccia. Buon Chievo autoritario ma troppo sprecone in fase conclusiva. La squadra non ha corso particolari pericoli, il goal è nato da una leggerezza di Segre nel cerchio di centrocampo, ma le reti sbagliate prima da Ongenda poi dallo stesso Segre gridano vendetta. Nel prossimo turno, sperando che, qualcuno degli infortunati, possa essere recuperato, derby con il Venezia, match sempre temibile e insidioso.