Uno straordinario Hellas cala il tris a Benevento e può festeggiare il ritorno a casa di Andrea Gresele


Con una grandissima prestazione l’Hellas sbanca il Vigorito annichilendo il Benevento di Pippo Inzaghi. Juric apporta alcuni correttivi alla formazione che aveva ben figurato con la Juve. In difesa, turno di riposo a Lovato, e dentro, dopo quasi due mesi, Ceccherini. A centrocampo confermatissimi Faraoni e Lazovic ecco tornare Taméze e Veloso mentre Barák e Zaccagni operano alle spalle di Lasagna. Partono bene gli scaligeri che, poco prima del decimo, conquistano un angolo su azione Barák Faraoni. Un minuto dopo s’infortuna Letizia, una delle bandiere dei campani, che nel passato ha spesso punito i gialloblù, al suo posto entra Foulon. Poco prima del venticinquesimo l’Hellas passa in vantaggio con una delle azioni più classiche dei ragazzi di Juric. Scambio sulla sinistra Zaccagni Lazovic che, dal fondo, traversa, sul secondo palo Faraoni di testa fulmina il portiere. Passa un minuto e l’azione si ripete. Questa volta il traversone è di Zaccagni ma Faraoni è un po' in ritardo. Poco dopo la mezzora, mentre continua la supremazia scaligera, azione, ancora una volta sulla sinistr e pericoloso cross di Zaccagni che Foulon, per anticipare Faraoni, insacca nella propria porta.   Poco dopo lungo lancio per Lasagna che salta il portiere che lo mette giù ma, visto che il pallone stava uscendo sul fondo, né l’arbitro né il Var decretano il penalty. Un minuto dopo Barák, dal limite scarica un bel tiro che il portiere devia sulla traversa, sedicesimo legno colpito dagli scaligeri. In pieno recupero gran tiro di Insigne che Silvestri respinge con prontezza. Si va al riposo in vantaggio. Di due reti ma con una supremazia perfino imbarazzante. Al ritorno in campo Inzagni provvede a due sostituzioni mentre, dopo soli tre minuti, l’Hellas triplica e, questa volta va a segno, meritatamente, Kevin Lasagna. Poco dopo il cinquantesimo incredibile errore di Barák che, servito da Zaccagni, si presenta davanti al portiere lo salta in un primo momento ma poi si fa respingere il tiro dal piede dell’estremo difensore. Al sessantesimo veloce contropiede di Lazovic il cui tiro è deviato in angolo, sulla battuta di Veloso miracolo del portiere su Günter. Quattro minuti dopo si accascia a terra, vittima di crampi, Taméze al suo posto entra Sturaro che, cinque minuti dopo è ammonito. A dieci dal termine Juric richiama Ceccherini per Lovato e Zaccagni per Bessa. La gara non ha più nulla da dire e, negli ultimi minuti, fuori a Lasagna per il ritorno in campo di Favilli e Magnani per Dawidowicz. Ayroldi non concede recupero e l’Hellas può festeggiare il ritorno al successo, in trasferta dopo due mesi, e la sesta partita con la rete inviolata. La classifica vede ora gli scaligeri a quota 38 all’ottavo posto. Il successo è dedicato sicuramente ad Andrea Gresele che proprio ieri è stato dimesso dall’Ospedale e può continuare a casa la sua rieducazione. In bocca al lupo Andrea. Domenica alle 15, al Bentegodi, arriverà il Milan che, solo in pieno recupero, è riuscito ad acciuffare l’Udinese.