Uno straordinario Verona strappa un meritato pareggio allo Juventus Stadium.


L’Hellas Verona infrange la negativa tradizione che lo ha visto per dieci volte consecutivamente sconfitto in casa della Juve e conquista un meritatissimo, seppur sofferto, pareggio. Juric, che deve ancora fare i conti con un’infermeria molto affollata, riesce a recuperare, all’ultimo momento Magnani, Barak e Dawidowicz, quindi conferma la difesa sperimentata con il Genoa e cioè Ceccherini, Lovato ed Empereur. A centrocampo Faraoni e Lazovic, intoccabili esterni, quindi Vieira e Tamèze, centrali con Colley e Zaccagni alle spalle di Kalinic, lanciato dal primo minuto. Dopo una fase di studio comincia l’assillante pressione gialloblù che, nel primo quarto d’ora, conquista due angoli su iniziative di Colley e Kalinic. Subito dopo, servito da Zaccagni, Colley insacca ma la posizione dell’ex atalantino è di fuorigioco. Al ventesimo primo squillo dei bianconeri, questa sera in maglia rosa che richiama la prima maglia dei gobbi. Ritorna avanti l’Hellas e Colley, servito da Lazovic, effettua un tiro che attraversa tutto lo specchio della porta senza che nessuno riesca ad intervenire. Subito dopo è Kalinic che si gira ma il tiro non inquadra lo specchio. Alla mezzora Empereur recupera palla chiede l’uno due a Lazovic ma non riesce a tenere in gioco la palla che finisce sul fondo. Scivola, a centrocampo Tamèze e s’invola Dybala ma la difesa argina. Poco prima del quarantesimo c’è l’ammonizione di Vieira. Un minuto dopo improvvisa saetta di Cuadrado, servito da Danilo, che centra in pieno la traversa. Al quarantacinquesimo spettacolare colpo sotto di Morata a scavalcare Silvestri ma, dopo un attento controllo del Var, la rete è annullata. Si va al riposo a reti inviolate ma i gialloblù hanno, per lunghi tratti del tempo, dominato la gara. Finora buona prestazione di Kalinic che, giocando spalle alla porta, conquista numerose punizioni che permettono alla squadra di salire. Stesse formazioni a inizio ripresa ma, dopo cinque minuti, Juric richiama Tamèze, autore di una prestazione molto volonterosa anche se poco appariscente, per il giovanissimo Ilić. Dopo un tiro di Colley, a lato, prima del decimo chiede il cambio Ceccherini che accusa un problema ai flessori. Al suo posto debutta Magnani e, nell’occasione, Juric lancia Favilli  per un ottimo Kalinic che, evidentemente, è ormai in riserva. Dopo un gran tiro dai venti metri di Zaccagni, alzato in corner dal portiere, e l’ammonizione di Lazovic, che ferma una ripartenza, c’è il sospirato vantaggio scaligero. Esce bene dalla propria area Lovato e appoggia in profondità a Zaccagni che, di prima intenzione, apre a Favilli che, da centro area, fulmina Szczesny, con un violento sinistro. Purtroppo, nell’occasione l’attaccante scaligero accusa un problema alla coscia e, dopo qualche minuto, è costretto a chiedere il cambio. Al suo posto entra Barak che va a occupare la fascia destra mentre Colley si porta al centro. La Juve attacca a tutto organico ma gli scaligeri reggono l’urto. Dopo l’ammonizione per Empereur, per un fallo al limite su Dybala, c’è un intervento sospetto su Colley nell’area juventina ma, le riprese televisive, forse, danno ragione all’arbitro che lascia proseguire. Alla mezzora grande tiro di Dybala e, ancora una volta, la traversa salva Silvestri che, due minuti dopo, deve capitolare su una grande iniziativa di Kulusevski il quale, spostatosi a destra, entra in area e, dopo aver saltato Faraoni mette sul palo lungo dove il portiere scaligero non può arrivare. La squadra di Pirlo attacca a testa bassa ma la difesa, seppur con qualche scricchiolio, regge e, in un’azione di contropiede, il tiro un indomito Zaccagni, attraversa ancora tutto la specchio della porta ma nessuno degli scaligeri aveva seguito l’azione. Negli ultimi minuti l’assedio diventa tambureggiante ma Silvestri si erge a difensore della patria e sventa tutte le minacce. Dopo l’ammonizione di Faraoni, per uno scambio di cortesie con Kulusevski, e oltre sei minuti di recupero. L’arbitro Pasqua manda tutti sotto la doccia. Punto d’oro per i gialloblù che, pur con le difficoltà di carenza di uomini di prima della gara e di quelle durante la partita, hanno dimostrato che, pur con interpreti nuovi, lo spirito indomito trasmesso dal proprio allenatore è diventato patrimonio della squadra. Nel posticipo di lunedì sera al Bentegodi arriverà la matricola Benevento, di Super Pippo Inzaghi, che oggi, seppur sconfitta, ha fatto soffrire il blasonato Napoli.